Lo stile di Hong Kong è il gioco a cui pensa la maggior parte delle persone quando parla di mahjong cantonese: il classico gioco da tavolo a 144 tessere con i fiori, giocato a ritmo veloce e con il punteggio in faan. Il motore di gioco è quello cinese standard, quindi se pescate, scarti e chiamate sono una novità per te, comincia dalle regole cinesi passo passo; questa pagina tratta ciò che i tavoli di Hong Kong aggiungono sopra, e riguarda quasi interamente il punteggio: il valore minimo di una mano, come si conta e chi paga quanto quando vince.
La cornice: sotto c’è un gioco familiare
Una mano di Hong Kong è identica a quella del gioco standard. Quattro giocatori, un muro di 144 tessere tra cui otto fiori e stagioni bonus, una pescata e uno scarto per turno, e chiamate di pung, kong e chow sulla tessera appena scartata. Una mano vincente è formata da quattro combinazioni e una coppia, dichiarata su uno scarto o su una tessera pescata da sé. Nella meccanica non c’è nulla da reimparare; la differenza comincia nel momento in cui qualcuno chiede quanto vale la mano.
Il minimo di tre faan
I faan sono le unità di punteggio, guadagnate con le figure contenute in una mano vincente. La regola simbolo di Hong Kong è il minimo: la maggior parte dei tavoli richiede che una mano valga almeno tre faan per poterla anche solo dichiarare. Una mano completa sotto il minimo, tutte combinazioni e una coppia ma senza alcuna figura di punteggio alle spalle, si chiama chicken hand («mano pollo»), e con la regola dei tre faan semplicemente non può vincere, il che cambia la strategia fin dal primo scarto. Non stai correndo verso quattordici tessere qualsiasi; stai costruendo una figura che valga la pena dichiarare. I tavoli concordano il minimo esatto prima di giocare, e abbassarlo a uno o due faan è una concessione comune ai principianti.
Da dove vengono i faan
Gli elementi di punteggio di tutti i giorni sono un elenco breve, che si impara in una serata:
- Tutti pung. Una mano le cui quattro combinazioni sono tutte pung o kong, senza chow.
- Un solo seme. Una mano composta da un solo seme più onori (seme misto), oppure da un solo seme senza alcun onore (seme puro): la seconda vale molto di più.
- Pung di onori. Un pung di draghi, del vento del tuo posto o del vento del giro, ciascuno da un faan.
- Tutti chow. L’opposto tranquillo: quattro chow e una coppia senza valore, che molti tavoli tengono a freno con condizioni aggiuntive.
- Fiori e stagioni. Le tessere bonus pagano piccoli extra, e quelle giuste per il tuo posto si sommano.
- Come è finita la mano. La vittoria con tessera pescata da sé, la vittoria sull’ultima tessera del muro o il furto di un kong aggiungono ciascuno valore.
Le costruzioni più rare, come i tredici orfani, tutti onori o quattro pung coperti, saltano direttamente al limite del tavolo. I faan di figure compresenti si sommano, e la maggior parte dei tavoli fissa un tetto al totale, di solito tra otto e tredici faan, perché una sola mano mostruosa non mandi in bancarotta il tavolo. I nomi delle figure, in cantonese e in inglese, sono raccolti nel glossario del Mahjong.
Dai faan ai punti, ai soldi
I faan si convertono in punti per raddoppio: ogni faan in più raddoppia il pagamento base, quindi una mano da cinque faan vale quattro volte una da tre, non due faan in più. Questa curva esponenziale è la personalità del punteggio di Hong Kong; è il motivo per cui un tavolo trattiene il fiato davanti a una mano di seme puro e scrolla le spalle davanti a una che sfiora la chicken hand. La ripartizione del pagamento dipende da come è finita la mano. Una vittoria con tessera pescata da sé è pagata da tutti e tre gli avversari. Una vittoria su uno scarto è pagata soprattutto da chi ha scartato, con convenzioni comuni che vanno da chi ha scartato che paga il doppio mentre gli altri pagano la metà, fino alla piena responsabilità, in cui chi ha scartato paga per tutti. Quale convenzione si applichi è un accordo del tavolo, non una legge di natura.
Cosa concordare prima della prima mano
Quattro domande sistemano un tavolo di Hong Kong: il minimo di faan (tre è lo standard), il tetto, la convenzione di pagamento per le vittorie su scarto e se i fiori si giocano o no. Concordale ad alta voce e ogni disputa per il resto della serata si risolverà da sola con l’aritmetica. Se vuoi vedere tessere e figure prima di sederti a un tavolo vero, i tabelloni del Mahjong Solitario usano gli stessi semi e onori, e la rassegna delle varianti del Mahjong mostra dove si colloca la scuola di Hong Kong accanto al riichi, all’MCR e al gioco americano con la carta.
Domande frequenti
Qual è il minimo di faan nel mahjong di Hong Kong?
La maggior parte dei tavoli richiede tre faan per poter dichiarare una mano, anche se il minimo è un accordo del tavolo ed esistono partite a uno o due faan. Con questa regola, una mano completa sotto il minimo non può vincere.
Che cos’è la chicken hand nel mahjong di Hong Kong?
Una mano strutturalmente completa, quattro combinazioni e una coppia, ma senza alcuna figura di punteggio, quindi da zero faan. Con un minimo di tre faan non si può dichiarare; nelle partite più permissive vince il pagamento più basso possibile.
Come si trasformano i faan in punti nel Mahjong?
Per raddoppio: ogni faan raddoppia il pagamento base. Tre faan sono la soglia d’ingresso abituale, e un tetto, spesso tra otto e tredici faan, limita la parte alta, così le mani limite restano spettacolari senza mandare in rovina nessuno.
Il punteggio di Hong Kong è uguale a quello delle regole ufficiali cinesi?
No. Il regolamento internazionale MCR conta i punti da un lungo catalogo di figure e richiede otto punti per vincere: un sistema del tutto diverso. Il punteggio di Hong Kong è più breve, più rapido e costruito attorno alla curva di raddoppio dei faan.
