Tre persone e un set di Mahjong sono un modo di giocare reale e documentato, non un ripiego in attesa di una quarta sedia. Giappone, Corea e Malesia mantengono ciascuno una vera tradizione per tre giocatori, con il proprio numero di tessere e le proprie abitudini, e il Mah Jongg americano ha una regola ufficiale per un tavolo da tre. Quello che non esiste è un unico regolamento universale, quindi la cosa utile da sapere è quale adattamento stai giocando, e concordarlo ad alta voce prima di costruire il muro. Se lo schema completo a quattro posti è nuovo per te, la guida completa per principianti spiega il gioco standard che questa pagina adatta.
Che cosa perde un posto e che cosa resta
Il motore del gioco non si cura di quante mani ci siano al tavolo. Un turno è ancora una pescata e uno scarto, le combinazioni sono ancora pung, kong e (dove ammessi) chow, e una mano vincente è ancora di quattro combinazioni e una coppia. Quello che si rompe è l’aritmetica attorno al motore. La rotazione dei venti è pensata per quattro posti, quindi un vento resta senza nessuno a cui appartenere. La chiamata chow è definita dalla posizione al tavolo, e con meno posti quella definizione comincia a vacillare. E ogni mano corre più in fretta, perché tra un tuo turno e l’altro escono dal muro meno tessere e c’è un mucchio di scarti in meno da leggere.
Ogni tradizione risponde a questi problemi in modo diverso, ed è per questo che le tre varianti qui sotto sembrano tre giochi diversi anziché un gioco con un giocatore in meno. La stessa logica di sfoltimento guida gli adattamenti per due giocatori, dove i tagli sono ancora più profondi.
Il sanma giapponese: il gioco a tre codificato
La versione più elaborata è quella giapponese, chiamata sanma, giocata con le regole del riichi. Il suo taglio caratteristico riguarda il seme dei caratteri: si tolgono le tessere dal 2 all’8, mentre l’1 e il 9 restano, così le mani basate sulle tessere terminali sopravvivono. Tutti e quattro i venti restano in gioco.
Ne seguono due cambi di regola. Primo, il chow non si può mai reclamare da uno scarto; puoi chiamare solo pon o kan. Le scale possono esistere nella tua mano, ma le componi pescando dal muro. Secondo, una vittoria con tessera pescata da sé viene pagata da due avversari anziché tre, quindi molti gruppi ritoccano la tabella dei pagamenti per mantenere equi i totali. Tutto il resto, dalle dichiarazioni di riichi ai dora, passa invariato dal gioco a quattro; l’introduzione al riichi copre questo quadro. Con meno tipi di tessere nel muro, le mani si compongono sensibilmente più in fretta, e i giocatori inseguono il riichi in modo più aggressivo di quanto oserebbero in quattro.
Il gioco coreano a tre
I tavoli coreani arrivano a una forma simile con un taglio diverso. Dal set esce il vento del Nord, e il seme dei bambù viene ridotto all’1 e al 9, eliminando i bambù dal 2 all’8. Come nel sanma, uno scarto si può reclamare per un pung o un kong ma non per un chow.
Il punteggio è la differenza più grande: un sistema volutamente semplice, senza raddoppi, in cui chi scarta la tessera vincente paga il doppio al vincitore, mentre una vittoria con tessera pescata da sé incassa il valore base da entrambi gli avversari. Il risultato è un gioco rapido, con pochi conti, facile da insegnare in una sola seduta.
Il gioco malese a tre
Il gioco malese per tre è il più conviviale dei tre. Tiene solo il seme dei cerchi e gli onori, aggiunge una serie di tessere bonus che comprende tessere animali accanto ai fiori, e di solito si gioca con i jolly. Con tanta parte del set eliminata, le mani si formano in fretta e la fortuna pesa più che nelle versioni complete, ed è proprio questo il punto: è un formato veloce e chiacchierato per una serata informale. Una vittoria con tessera pescata da sé viene di solito pagata il doppio da entrambi gli avversari.
Il Mah Jongg americano con tre posti
Anche il gioco della National Mah Jongg League ha una risposta standard per il quarto che manca. Secondo la procedura della League, i tre giocatori ricevono le tessere come al solito e il Charleston viene semplicemente saltato: si gioca subito dopo la distribuzione. Molti tavoli di casa preferiscono tenere il Charleston e usare invece un rimedio casalingo: chi distribuisce prepara i passaggi per una quarta mano fantasma, così il rituale degli scambi sopravvive con tre persone. Entrambi gli approcci usano il set completo da 152 tessere e la carta in vigore; se carta, jolly o Charleston sono parole sconosciute, la guida alle basi del Mah Jongg americano spiega il materiale prima che tu lo adatti.
Una preparazione da un minuto per il tavolo di casa
Se il tuo gruppo vuole solo giocare stasera, senza adottare una tradizione nazionale, decidi insieme agli altri queste cinque cose prima di costruire il muro:
- Quale taglio, se c’è. Set completo, oppure un seme ridotto alle tessere terminali alla maniera del sanma. Set più sottili significano mani più veloci.
- Chow sì o chow no. Vietare la chiamata sugli scarti, come fanno sia il Giappone sia la Corea, è la scelta più pulita con tre posti.
- Quali venti esistono. Si gioca con Est, Sud e Ovest, e la distribuzione ruota su tre posti anziché quattro.
- Come si paga una vittoria con tessera pescata da sé. Due avversari significano piatti più piccoli; o lo si accetta o si aumentano i pagamenti in proporzione.
- Quanto dura la sessione. Un numero fisso di mani, o un giro completo della distribuzione, evita che la serata si trascini.
Annota le scelte per la prossima volta, e il tavolo smette di litigare sulle regole e comincia a litigare sugli scarti, che è dove sta il divertimento. Se preferisci studiare le tessere prima della prossima serata di gioco, i tabelloni in solitario della raccolta Mahjong Solitario sono un modo tranquillo per imparare i semi con i tuoi tempi.
Domande frequenti
Si può giocare a Mahjong in tre?
Sì. Giappone, Corea e Malesia hanno ciascuno una tradizione consolidata per tre giocatori, il Mah Jongg americano ha una procedura ufficiale per tre e i tavoli amatoriali adattano il gioco a quattro con qualche taglio concordato.
Quali tessere si tolgono nel Mahjong a tre giocatori?
Dipende dalla tradizione. Il sanma giapponese toglie i caratteri dal 2 all’8; il gioco coreano toglie il vento del Nord e i bambù dal 2 all’8; il gioco malese tiene solo i cerchi e gli onori. I tavoli di casa giocano spesso con il set completo.
Il Mahjong a tre è più veloce di quello a quattro?
Sensibilmente. Meno tipi di tessere e un avversario in meno fanno sì che le mani si completino prima, e nella versione giapponese i giocatori dichiarano riichi prima e più spesso.
Si può chiamare chow nel Mahjong a tre giocatori?
Nelle versioni giapponese e coreana no: uno scarto si può reclamare solo per un pung o un kong. Una scala si può comunque completare con le proprie pescate. I tavoli di casa a volte riammettono la chiamata, ma vietarla è la scelta più comune.
Stai valutando anche altri numeri di giocatori? La guida su quante persone servono confronta che cosa ottengono uno, due, tre e quattro giocatori.
